"Inclusione" - LE PAROLE DI BLAST
di Cristina Marchesan
“Ehi signore! Signore si fermi!”
Un uomo molto anziano, evidentemente un po’ sordo, prosegue tranquillo e senza voltarsi.
L’addetto alla sicurezza lo insegue - con la stessa determinazione di chi ha appena sorpreso un pericolosissimo ladro a rubare una partita di lingotti d’oro massiccio - per poi raggiungerlo e bloccargli il passaggio con il suo invidiabile corpo da palestrato. La caccia all’uomo è finita.
“Che succede?” esordisce l’anziano con aria perplessa.
“Lei non può passare: non ha usato l’app!” risponde l’addetto. “Non ha visto il cartello all’ingresso?”
“Ma io non ho nessuna app… sono un cliente abituale, però! Non vedo più tanto bene e uso il telefonino solo per parlare con i miei nipoti.” si giustifica l’uomo. “Beh, allora li chiami e si faccia registrare da loro o qui non può entrare!”
Eh, già! Perché ormai sembra ci voglia una “app” per qualsiasi cosa e, tra varie applicazioni e “pass”, si può facilmente dire che l’obbligo, più o meno diretto, di possedere uno smartphone - telefono intelligente, ma non abbastanza - è fatto assodato.
La tecnologia prende il sopravvento in qualsiasi campo cosicché chi non vuole, o non riesce ad adeguarsi, rischia di essere tagliato fuori dalla società.
Una società che vuole pregiarsi di modernità, eliminando il vecchio e, possibilmente, cancellandone anche il ricordo.



