In tempi di incertezza come cambia il ruolo della pianificazione aziendale?
di Sara Giussani
La pianificazione svolge un ruolo cruciale nel ciclo di vita di ogni organizzazione e sicuramente, rispetto ad alcuni anni fa, è diventata sempre più complessa e strategica.
Uno degli errori che le imprese oggi in molti casi commettono è quello di pensare di gestire un processo così centrale sulla base di modelli e parametri ormai obsoleti.
In ambienti dinamici e imprevedibili nessuna procedura può essere universale; la forza di uno strumento risiede proprio nella sua capacità di cambiare e l’azienda deve necessariamente ripensare le sue risorse per adattarle alle nuove necessità.
Come si trasforma la pianificazione aziendale in tempi di incertezza?
Uno scenario globale instabile e dinamiche imprevedibili richiedono all’impresa una consapevolezza nuova che le consenta di allinearsi alle nuove sfide.
Prima di tutto è chiaro che il livello di variabilità che caratterizza la realtà aumenta in modo esponenziale ed è questa una delle ragioni per le quali il Risk Management deve diventare cultura trasversale all’azienda: riconoscere l’incertezza, ridurla e anticiparla diventa la nuova priorità.
C’è poi un altro aspetto importante. In un mercato sempre più competitivo, vince chi agisce per primo e sa riconoscere le sfide future in anticipo. È necessario un nuovo modo di pensare e un approccio manageriale lungimirante che si traduca in azioni quotidiane mirate ma anche in ambizioni audaci. Oggi non si tratta più di essere pronti a cogliere le opportunità ma di saperle creare con coraggio, intuito e competenza.
L’impresa deve dunque riscoprire sé stessa e imparare a costruire il proprio futuro, invece di prevederlo. È necessario un cambio di prospettiva: se prima si pianificava sulla base del passato, ora è al futuro che si guarda per costruire il presente.
L’imprenditore oggi deve quindi educare sé stesso e la sua azienda a guardare la realtà in un modo nuovo, deve allenare i suoi manager a uscire dalla loro zona di comfort, a ripensare gli scenari e ridisegnare i processi per trasformare l’incertezza da rischio a opportunità.
Il processo stesso decisionale cambia: più si dilata nel tempo, più alta è la probabilità che una scelta anche corretta si traduca in una fonte di rischio. L’impresa deve imparare a prendere decisioni strategiche in tempi brevi, con immediatezza e precisione.
Sicuramente più l’azienda conosce sé stessa e ha ben chiari i suoi obiettivi, più sarà facilitata nel fare le scelte giuste. Un altro aspetto importante è la sua coesione interna: più un’organizzazione è integrata e coordinata, più rafforza la sua identità e la sua consapevolezza nel definire le sue mosse.
L’azienda deve anche sapere guardare e analizzare in modo critico soprattutto le procedure e le strategie che si sono sempre dimostrate vincenti, perché in qualunque momento un punto di forza può tradursi in una debolezza.
È proprio quando le cose vanno bene infatti che la capacità di analisi critica rischia di venire meno e se è vero che il passato può essere un ottimo insegnante, è anche vero che può trasformarsi in una pericolosa tentazione: iterare l’esperienza pregressa è sicuramente più facile ma anche estremamente rischioso soprattutto in ambienti incerti.



