Imposta di bollo sul libro giornale informatico: il peso delle "frazioni di esse"
di Simona Baseggio e Barbara Marini
Con la Risposta n. 144/2026 l’Agenzia delle Entrate ha affrontato una questione di una certa rilevanza pratica: il criterio con cui computare la soglia delle 2.500 registrazioni ai fini dell’imposta di bollo sul libro giornale tenuto in forma digitale.
Il contribuente, intenzionato a conservare il libro giornale in modalità informatica, ha chiesto se il conteggio delle 2.500 registrazioni debba considerarsi unitario e progressivo, cumulando le annotazioni tra esercizi diversi fino al raggiungimento della soglia, oppure autonomo per ciascun periodo d’imposta, con azzeramento annuale e versamento minimo di 16,00 euro. A sostegno della prima tesi invoca l’analogia con i libri cartacei, per i quali il bollo è commisurato alle pagine, e il principio di neutralità tecnologica: le 2.500 registrazioni non sarebbero che l’equivalente digitale delle cento pagine, mentre il termine dei 120 giorni dalla chiusura dell’esercizio avrebbe la sola funzione di scandire la riscossione, lasciando immutata la base imponibile. Ne offre un esempio: 1.500 registrazioni nell’anno N1, con versamento di 16,00 euro, e ulteriori 800 nell’anno N2, per un progressivo di 2.300, non comporterebbero alcun ulteriore versamento, avendo il primo pagamento già “coperto” la soglia.



