Il servizio telematico dell’Agenzia dietro lo scarto delle comunicazioni di opzione e il “Grande Fratello” di George Orwell
di Annalisa Cazzato e Giuseppe Marco Ragusa
Il Superbonus 110 per cento ha rappresentato, da qualche anno a questa parte, non soltanto un terreno di confronto professionale di eccezionale rilevanza pratica, ma anche un banco di prova teorico per il sistema delle agevolazioni fiscali. La misura ha inciso in profondità su istituti, procedure e categorie concettuali tradizionalmente consolidati, introducendo elementi di forte discontinuità rispetto ai paradigmi ordinari del diritto tributario (a partire dal principio, del tutto eccezionale nel mondo delle detrazioni fiscali, che riconosce il beneficio per importi superiori alla spesa effettivamente sostenuta).
Nella perversione interpretativa che ci ha imposto la folle misura del Superbonus - complice un legislatore costretto a cambiare registro ad una velocità superiore a quella della luce e ad inventarsi, giorno dopo giorno, colorite “toppe” contro gli innumerevoli abusi a cui la misura sicuramente si è sempre prestata - si è progressivamente affermato il ruolo centrale del sistema di gestione telematica delle comunicazioni di esercizio delle opzioni alternative alla fruizione diretta della detrazione. In particolare, lo strumento dello scarto delle comunicazioni di cessione del credito o di sconto in fattura ha assunto una funzione selettiva di primaria importanza, incidendo in modo determinante sulla concreta possibilità di fruizione dell’agevolazione.
Gli scarti emessi dal sistema dell’Agenzia delle Entrate si caratterizzano per la loro natura automatica (sono emessi dal sistema) ma anche automatizzata. Essi, infatti, non sono il risultato di una valutazione discrezionale condotta caso per caso da un operatore umano, bensì l’esito di un processo strutturato a monte attraverso la definizione di specifici “profili di rischio”, ai sensi dell’articolo 122‑bis del decreto‑legge n. 34 del 2020. Tali profili, previamente selezionati e codificati da chi ha costruito il sistema, vengono intercettati mediante controlli di tipo formale e sostanziale, anch’essi rigidamente predeterminati, che conducono alla generazione automatica della ricevuta di scarto, corredata da “motivazioni” (o meglio, censure, se si pensa al ruolo che la motivazione dovrebbe avere) necessariamente standardizzate.



