Dal 27 gennaio 2026 è operativo nell’area riservata del portale “Fatture e Corrispettivi” il servizio web per l’integrazione del Codice Unico di Progetto nelle fatture elettroniche relative ad acquisti di beni e servizi oggetto di incentivi pubblici.
Il servizio, introdotto dal provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate prot. n. 563301/2025 del 10 dicembre 2025, consente al cessionario/committente di inserire o correggere il CUP su fatture già transitate dallo SDI, senza dover ricorrere alla nota di credito e alla riemissione.
L’operatività prima del servizio CUP
L’obbligo di indicare il CUP nelle fatture elettroniche è in vigore dal 1° giugno 2023, per effetto dell’articolo 5, commi 6 e 7, del decreto-legge n. 13/2023.
Riguarda le fatture emesse da cedenti/prestatori residenti o stabiliti nel territorio dello Stato per l’acquisizione di beni e servizi oggetto di incentivi pubblici alle attività produttive come, ad esempio, fondi PNRR, Piano Nazionale Complementare, misure di coesione e agevolazioni nazionali.
Tale codice, assegnato dal sistema del Dipartimento per la programmazione economica (DIPE) e comunicato nell’atto di concessione, deve essere riportato dal fornitore al momento dell’emissione dei documenti.
Nella pratica, però, può accadere che la fattura venga inviata priva della sua indicazione o con un codice errato e questo può generarsi frequentemente per cause indipendenti dalla volontà del fornitore: comunicazione tardiva del codice da parte dell’ente erogatore, fattura emessa prima dell’assegnazione formale dell’incentivo, errore di digitazione.
Fino al 26 gennaio 2026, l’unico strumento ordinario di correzione era la nota di credito a storno e la riemissione della fattura - procedura non sempre percorribile senza impatti su pagamenti, scadenze e riconciliazioni contabili.
Come funziona il nuovo servizio
Con la nuova procedura messa a disposizione dall’Agenzia delle Entrate, l’apposizione o la rettifica del CUP non richiede più l’annullamento della fattura originaria e l’attività viene gestita interamente all’interno del portale “Fatture e Corrispettivi”.
Il servizio, infatti, non modifica il file XML della fattura (operazione peraltro impossibile), che resta inalterato dopo la trasmissione allo SDI, ma associa l’informazione CUP alla fattura nei sistemi dell’Agenzia, rendendola tracciabile ai fini della rendicontazione e del controllo.
Tale integrazione è di natura esclusivamente amministrativa, in quanto non incide sull’imponibile, sull’IVA, sulla deducibilità del costo né su qualsiasi altro elemento fiscale e contabile già consolidato.
Una particolarità da segnalare è legata al caso di emissione fattura contente un CUP errato: questo non viene eliminato tramite il servizio e la correzione si perfeziona semplicemente inserendo quello corretto, lasciando entrambi visibili nel sistema, con indicazione di qual è quello originale.
Il percorso operativo
Il servizio è raggiungibile dal portale “Fatture e Corrispettivi”, sezione “Comunicazioni”, tramite link “Integrazione CUP”.
La ricerca della fattura avviene, tramite identificativo SDI, tra quelle:
· che presentano data operazione successiva al 31 maggio 2023;
· che non sono state rifiutate dalla Pubblica amministrazione;
· per le quali l’utenza figura come cessionario/committente.
Il CUP da inserire è composto da 15 caratteri alfanumerici senza caratteri speciali e può essere associato all’intera fattura o a una singola riga. Questa seconda opzione rileva nelle fatture che incorporano spese riferibili a progetti o misure distinte o nel caso in cui sia richiesta una maggiore tracciabilità dalle regole di rendicontazione dell’ente erogatore.
È possibile, inoltre, associare più CUP alla stessa fattura e tutti i CUP inseriti tramite servizio possono essere eliminati in caso di errore.
Le deleghe all’intermediario
Il servizio è utilizzabile anche da un intermediario abilitato ex articolo 3, comma 3, DPR 322/1998, purché munito della delega al servizio “Consultazione e acquisizione delle fatture elettroniche o dei loro duplicati informatici”, nell’ambito della delega unica (prot. n. 375356 del 2 ottobre 2024).
Pertanto, se la struttura delle deleghe per la consultazione fatture è già impostata, l’integrazione CUP non richiede autorizzazioni aggiuntive.
La documentazione protocollata
Tramite il tasto “Richiedi elenco CUP inseriti/cancellati”, il cessionario/committente può ottenere un documento protocollato che riepiloga, alla data di elaborazione, tutte le operazioni di integrazione, modifica e cancellazione dei CUP associati alla fattura - inclusi quelli presenti sin dall’emissione.
Il documento riporta data di richiesta, data di protocollazione e numero di protocollo ed è scaricabile in formato PDF.
Questo output è il documento da archiviare nel fascicolo della pratica agevolativa accanto al provvedimento di concessione, alle quietanze e ai contratti per dimostrare, con gli estremi di protocollazione, il corretto allineamento del dato CUP alla spesa rendicontata.
Le ricadute operative per lo studio
Il nuovo servizio semplifica in modo sostanziale anche il lavoro dello studio professionale. La gestione di queste anomalie documentali, infatti, è una di quelle situazioni che il cliente molto spesso non gestisce da solo: arriva sul tavolo del professionista, che fino ad oggi doveva coordinare la nota di credito con il fornitore, seguire la riemissione e gestire i potenziali impatti su pagamenti e scadenze.
Con il nuovo servizio, lo studio interviene direttamente dal portale, senza dipendere dalla reattività di un terzo, con tempi certi e un’evidenza protocollata pronta per il fascicolo. Ciò significa poter chiudere pendenze documentali in modo autonomo, senza che l’anomalia sul CUP diventi un collo di bottiglia nella rendicontazione.


