L’inizio di un nuovo anno è un momento carico di un potenziale enorme, certamente affascinante ed entusiasmante.
In bilico tra un arrivo e una partenza, in un equilibrio tanto delicato quanto potente fra traguardi e nuovi obiettivi, il nuovo anno getta un ponte tra passato e futuro e ci domanda come vogliamo attraversarlo: con timore o speranza, con paura o gioia, con inquietudine o serenità.
Nessuno sa cosa ci sarà dall’altra parte del “ponte” ma certamente tutti sappiamo cosa lasciamo: un tesoro fatto di gemme preziose e rare che racchiude emozioni, gioie, successi, soddisfazioni, incontri, ricordi, scelte, esperienze, ma anche fallimenti, errori, difficoltà, paure.
Così ogni inizio può essere anche un’occasione per fermarsi, sostare e ripartire: a volte è davvero necessario fare un passo indietro per andare avanti.
In una società sempre più veloce e paradossalmente sempre più in ritardo proprio su ciò che di fatto le consentirebbe di fare i passi in avanti più importanti, avere la consapevolezza e la capacità di fare un passo indietro è sinonimo di saggezza e di coscienza.
Ogni nuovo giorno ci offre opportunità e sfide sempre diverse perché diverso è il momento, diversi sono gli imperativi che governano l’ambiente che muta, diversi sono i nostri bisogni e diverse le nostre priorità. Il paradosso è che l’individuo tende a non imparare dalla storia, dal suo passato, illudendosi di potere comprendere e vivere scenari inediti con modelli vecchi.
Fare un passo indietro è invece sinonimo di forza, non debolezza, è segno di saggezza, non insicurezza: è un atto di coraggio, non di paura.



