“Il nuovo Dio lavora in silenzio” - SPECCHI DIGITALI – RACCONTI E RIFLESSIONI SULL’UMANITÀ RIFLESSA NELLE SUE MACCHINE
di Gabriele Silva
C’è un silenzio strano che si fa quando tutto funziona.
Quando il gestionale gira, le mail si auto-generano, i report si compilano da soli, l’intelligenza artificiale suggerisce risposte gentili e toni corretti.
È il silenzio del lavoro che si automatizza.
Un silenzio che sembra efficienza, ma che a volte assomiglia troppo all’assenza.
Nel suo saggio Homo Deus, Harari ci racconta il prossimo salto evolutivo dell’umanità:
quello che ci porterà oltre i bisogni primari, oltre le religioni, oltre le ideologie.
Il nuovo Dio, dice, sarà l’algoritmo.
Non un’entità ultraterrena, ma un sistema intelligente capace di conoscerci meglio di quanto noi conosciamo noi stessi.
E di decidere – con apparente oggettività – cosa ci serve, chi dobbiamo incontrare, quale lavoro svolgere, quale partner scegliere.
Se nel passato Dio scrutava i cuori, oggi lo fa il machine learning.
Ma cosa succede quando questo Dio entra in ufficio?



