La delicata perfezione di uno degli strumenti più conosciuti nella gestione dei progetti, come il Triangolo di Ferro, riesce a preservare il suo fascino e potere strategico quando l’incertezza diventa il nuovo ordine globale?
Instabilità e strategia, urgenza e vision, pianificazione e flessibilità: le tre componenti alla base del Project Management, ambito, costo, tempo, si trovano ora a fare i conti con nuovi parametri e nuove priorità e quell’equilibrio, tanto fragile quanto inossidabile, diventa un gioco continuo e inarrestabile tra pedine sempre più imprevedibili e una scacchiera dai confini sempre meno definiti.
Un dualismo costante che impone fin da subito un approccio olistico per coglierne rischi e opportunità, pur sempre integrato da una metodologia analitica e strategie mirate per rispondere all’imperativo dell’urgenza e della rapidità.
Un dualismo che ridisegna l’identità e il ruolo del Project Management: l’organizzazione sistemica viene chiamata per sostituire la prospettiva settoriale e la cultura lungimirante deve soppiantare un modello gestionale emergenziale, obsoleto e anacronistico.



