Gennaio, mese cruciale per gli studi per smettere di “navigare a vista”
di Mario Alberto Catarozzo
“Nessun vento è favorevole per il marinaio che non sa a quale porto vuol approdare”. Quando Seneca scriveva queste parole nelle sue Lettere a Lucilio, circa duemila anni fa, probabilmente non immaginava che il suo insegnamento sarebbe diventato più attuale che mai per i professionisti del XXI secolo. Eppure, questa antica saggezza storica racchiude una verità fondamentale per chi gestisce uno studio professionale: senza una destinazione chiara, ogni sforzo rischia di disperdersi nel nulla.
L’inizio di un nuovo anno rappresenta il momento ideale per fermarsi e riflettere. Per commercialisti, avvocati, consulenti del lavoro e professionisti di ogni settore, gennaio non è solo il mese dei bilanci e delle scadenze fiscali: è l’occasione perfetta per tracciare la rotta del proprio studio professionale. Ma quanti professionisti si prendono davvero il tempo per definire dove vogliono portare il proprio studio?
Navigare a vista
La maggior parte degli studi professionali italiani naviga a vista. Secondo recenti ricerche sul settore, meno di un quarto dei professionisti dedica tempo significativo alla pianificazione strategica. Il 76 per cento si concentra principalmente sulla gestione operativa quotidiana, reagendo alle richieste dei clienti e alle scadenze normative, senza mai alzare lo sguardo verso l’orizzonte.



