Gennaio è l’ultimo mese dell’anno
di Stefano Ricca
Gennaio è il primo mese dell’anno ma nessuno ci crede davvero. È più che altro il mese che segue l’ultimo mese dell’anno precedente, quello che ti trascini dietro come postumi. Chi non ha vinto alla lotteria Italia (praticamente tutti) si consola leggendo l’oroscopo, cercando previsioni migliori di quelle che gli ha lasciato dicembre. È un mese strano, sospeso, dove facciamo finta di ripartire ma in realtà stiamo ancora digerendo.
I Diaframma, band fiorentina guidata da Federico Fiumani, hanno fatto una canzone che si intitola proprio “Gennaio”. Lo descrivono come un mese freddo, buio, di sopravvivenza e riflessione. Ed è esattamente così che ci si sente: sopravvissuti a qualcosa, in attesa che la vita vera ricominci. Ma quando?
Quest’anno gennaio è iniziato con una vera tragedia. Una di quelle tragedie che succedono anche per superficialità. Sappiamo essere superficiali. Spesso. E poi quando ci scappa la tragedia diventiamo scrupolosissimi a trovare i colpevoli. Peccato che la stessa scrupolosità serva prima e non dopo. Ma va bene (si fa per dire), ci consola pensare che almeno dopo facciamo qualcosa. Almeno dopo.
Gli ultimi anni ci hanno abituato ad avvenimenti straordinari in questo mese. Ricordate l’assalto al Campidoglio degli Stati Uniti? Era gennaio, il 6 per la precisione. Quattro anni dopo ci ritroviamo Trump che vuole mettere la bandierina sulla Groenlandia. Come se il mondo fosse tornato punto e a capo, solo con meno neve e più pretese.



