FUTURA – 2030 - Episodio 2 - Il cliente che sapeva più del consulente
di Massimo Pezzini
(Anno 2030)
Mi sentivo teso ma in un modo diverso dal solito, perché non era né ansia né paura. Era più la presa di coscienza di qualcosa che, fino a ieri, mi ero raccontato per sopravvivere: che i clienti storici non se ne vanno. Mai. Che i ricavi ricorrenti ricorrono davvero. Che basta anticipare, prevedere, pianificare e il gioco è fatto. Ma quella mattina, attraversando il corridoio che sembra allungarsi come un elastico, capisco che niente è garantito. Nemmeno ciò che abbiamo sempre creduto stabile. Nora chiude il portellone dell’auto e sospira. “Hai visto gli occhi di Valerio?” “Sì.” Non ho detto altro. Sembrava aspettare una nostra reazione e che iniziasse a pensare che non fossimo più noi a guidare la baracca. Nora, non ha chiesto altro, perché la mia risposta era già in quel silenzio.
Partiamo. L’auto, completamente insonorizzata, ci fa percepire l’esterno come un acquario e mi dà quella strana sensazione di un tempo che scorre in modo fluido ma incontrollabile, senza resistenze, ma su binari che non possono essere modificati. L’errore, un tempo parte del mestiere, oggi è quasi un tabù.
Poi un bagliore azzurro pulsa sul display.
“Siete agitati. Perché?” La voce di Ora rompe il silenzio. Bruno sbuffa. “Non vedi il report? Recesso 87 per cento. Senza logica. È ovvio perché siamo agitati.” Ora riflette un istante.
“La vostra agitazione non deriva dal dato. Deriva da ciò che il dato non contiene.”
Nora inclina la testa. “E cosa non contiene, Ora?” La risposta arriva densa. “Motivazioni non deducibili.”
È la prima volta che la sento ammettere un limite. Un limite vero intendo.



