Eves Baggins e il viaggio inaspettato (Là, all’Agenzia delle Entrate, e ritorno)
di Stefano Niccolai
La STP di Eves aveva una sede legale, quattro coworking e nessun cespite. L’Agenzia voleva vederla. Eves c’era. Il problema era dimostrarlo.
In una buca nel terreno viveva una commercialista.
O meglio: la sua sede legale era presso la buca nel terreno di un collega.
Questa precisazione è fondamentale, perché nel sistema del controllo del territorio la distinzione tra dove sei e dove risulti è la differenza tra una pratica archiviata e una che genera corrispondenza per diciotto mesi. Eves Baggins o, più precisamente, Studio Baggins STP Srl, Società tra Professionisti costituita ai sensi della legge 183/2011, aveva la propria sede legale presso lo studio del collega Bilbo, commercialista con trent’anni di esperienza, studio fisico, targa sulla porta, cassetta delle lettere con il cognome sopra e un ficus nell’ingresso che resisteva stoicamente dal 1998. Bilbo aveva concesso la domiciliazione mediante regolare contratto. Pratica comune, lecita, documentata. Niente di cui stupirsi.
La targa di Studio Baggins STP Srl, sulla porta di Bilbo, non c’era. Non perché qualcuno l’avesse rimossa. Perché non era mai stata messa. Perché Eves non lavorava lì.
Lavorava, a seconda del giorno e dell’agenda, in un coworking a Hobbiville, in uno a Brea, in uno a Minas Tirith Centro, e occasionalmente in uno a Rivendell per i clienti del distretto nordorientale della contea. Quattro città. Postazioni prenotate via app, di volta in volta, con la flessibilità silenziosa di chi ha capito che la consulenza fiscale non ha bisogno di stare sempre nello stesso posto per esistere. Ha solo bisogno di una connessione, di una partita IVA e di una soglia di tolleranza alla burocrazia che si affina negli anni.
I funzionari si presentarono allo studio di Bilbo un martedì mattina, nell’ambito del piano di controllo del territorio previsto dall’articolo 35, comma 4, del d.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, finalizzato a verificare l’effettiva operatività dei soggetti IVA di nuova iscrizione.
Bilbo aprì la porta, li invitò a entrare, offrì caffè (rifiutato, come da protocollo non scritto ma universalmente osservato) e spiegò con la pazienza di chi lo ha già fatto altre volte che la Studio Baggins STP Srl aveva lì la propria sede legale ma che Eves lavorava altrove, in vari coworking sparsi per la contea. I funzionari presero nota. Guardarono la porta: targa di Bilbo, nessuna targa di Eves. Guardarono la cassetta delle lettere: stesso risultato. Ringraziarono. Uscirono.
Sul marciapiede, uno dei due funzionari prese il telefono e chiamò Eves.
Eves, in quel momento, era con un cliente.
Rispose comunque, perché i commercialisti rispondono sempre. E’ un requisito della professione, come il mal di schiena e la capacità di leggere un bilancio mentre si ascolta qualcos’altro. Il funzionario fu cortese e rapido: la avevano cercata alla sede legale, avevano parlato con il collega, volevano solo avvisarla che avrebbe ricevuto una PEC con una richiesta di documentazione nell’ambito del controllo del territorio.



