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Diritto

DL 1° maggio: il ritorno degli incentivi all’occupazione (ma con nuove condizioni)

di Gabriele Silva

apr 28, 2026
∙ A pagamento

C’è un filo rosso che attraversa il decreto lavoro approvato oggi: non tanto l’introduzione di nuovi diritti, quanto il tentativo di orientare il mercato del lavoro attraverso una leva ben conosciuta, quella degli incentivi.

Il DL interviene infatti in modo deciso sugli esoneri contributivi, riproponendo uno schema già visto negli ultimi anni ma con alcune varianti che meritano attenzione. Il messaggio è chiaro: occupazione stabile sì, ma solo a determinate condizioni, sempre più stringenti.

Il primo intervento è il cosiddetto “Bonus donne 2026”, che punta a favorire l’occupazione femminile stabile, soprattutto nei casi di maggiore fragilità. L’incentivo è rilevante: esonero totale dei contributi previdenziali per il datore di lavoro fino a 24 mesi, con un tetto mensile di 650 euro, che sale a 800 euro nelle aree della ZES unica del Mezzogiorno. La misura non è generalizzata, ma mirata a lavoratrici prive di impiego da almeno 12 o 24 mesi o rientranti nelle categorie svantaggiate. È evidente la volontà di concentrare la spesa pubblica su segmenti specifici del mercato del lavoro, evitando dispersioni.

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