Circa 450mila lavoratori e 20mila posizioni aperte, secondo le previsioni relative all’anno in corso. Sono numeri che aiutano a comporre la fotografia istantanea della Distribuzione Moderna, un settore in evoluzione ma già importante per l’economia del sistema Italia. Questo segmento può offrire opportunità occupazionali sia nel comparto alimentare sia nel retail specializzato, spaziando dall’abbigliamento al bricolage, dalla profumeria ai negozi per la cura della casa, della persona e degli animali.
Le posizioni da coprire
Il calcolo del fabbisogno di circa 20mila posti di lavoro per le imprese del retail nel 2026 include le nuove assunzioni, l’inserimento di profili professionali aggiuntivi e la sostituzione delle uscite. Le figure più richieste dalle aziende del settore riguardano l’area dei servizi operativi, che concentrano quasi il 90 per cento della domanda.
Ma tra i profili più ricercati figurano anche l’addetto alle vendite e lo specialista nell’alimentare, seguiti dalle posizioni nei comparti del “fai da te” e dell’arredamento, dagli addetti alle vendite nel comparto beauty e da altri ruoli legati all’evoluzione tecnologica e a professionalità tecniche specifiche.
La distribuzione, il lavoro, le donne
Secondo la nuova edizione della ricerca realizzata da Federdistribuzione in collaborazione con PwC Italia, basata sui dati consolidati del 2024 di un campione rappresentativo delle imprese interessate, il settore distributivo impiega oltre 450 mila lavoratori, appunto, e lo fa in maniera piuttosto solida, se è vero che i contratti a tempo indeterminato rappresentano l’86,3 per cento del totale, un dato superiore alla media nazionale del 42,5 per cento.
La stabilità occupazionale è quindi elevata. Non solo. Si tratta di un comparto in crescita: tra il 2018 e il 2024, ha registrato un aumento degli occupati dell’1,6 per cento. È interessante poi notare la rilevanza del tasso di occupazione femminile: è pari al 62,1 per cento, praticamente 20 punti percentuali in più rispetto alla media italiana. Inoltre la quota di giovani donne under 30 occupate raggiunge il 20 per cento contro il 12 per cento della media nazionale.
La distribuzione e i giovani
Non è indifferente l’attrattiva nei confronti dei giovani. Se la quota di lavoratori over 50 è salita al 30,2 per cento, in sintonia con l’andamento demografico del Paese, il 18 per cento degli occupati del settore ha meno di 30 anni e il 51,7 per cento si colloca nella fascia tra i 30 e i 50 anni.
Inoltre, un’indagine realizzata da Skuola.net per Noi Distribuzione ha coinvolto mille ragazzi tra i 17 e i 25 anni. Emerge che 6 giovani su 10 sono interessati a considerare un lavoro in un’impresa della Distribuzione Moderna: il 37 per cento lo considererebbe come un’esperienza di passaggio, mentre il 24 per cento lo valuterebbe come una possibile carriera.
Tra le più note ai giovani ci sono le figure professionali a stretto contatto con i clienti, come il visual merchandiser (26 per cento), l’addetto alle vendite (18 per cento) e lo store manager (17 per cento), mentre risultano meno popolari ruoli strategici come quello del buyer (11 per cento) e quelli inerenti alla logistica e al magazzino (8 per cento).
Quasi la metà degli intervistati (49 per cento) guarda con interesse ai ruoli in sede centrale, mentre il 39 per cento rivaluterebbe il settore se avesse maggiori prospettive di crescita.
Sul piano dei consumi, la Gen Z adotta un approccio ibrido: il 45 per cento preferisce il negozio fisico, il 32 per cento utilizza fisico e online allo stesso modo, mentre il 23 per cento predilige l’online. Lo shopping mantiene una forte dimensione relazionale: il 75 per cento va nei negozi o nei centri commerciali con amici almeno qualche volta.
La scelta del canale varia in base al tipo di prodotto: per gli alimentari prevale il negozio (il 62 per cento contro il 5 per cento dell’online), così come per l’abbigliamento (il 70 per cento contro il 48 per cento), mentre l’online domina per il comparto tecnologico (il 38 per cento contro il 19 per cento) e l’hobby/fai-da-te (il 52 per cento contro il 32 per cento).
La Gen Z incide inoltre sulle decisioni domestiche: il 69 per cento influenza molto o abbastanza gli acquisti familiari e la stessa quota consiglia brand o negozi. Risulta inoltre centrale per i giovani il tema dei valori: il 76 per cento considera rilevanti sostenibilità ed etica e il 62 per cento ha scelto o evitato un brand per motivi etici.
L’Open Week 2026
In questo contesto, la dinamicità del segmento è confermata anche dall’intraprendenza “comunicativa”. Fino al 6 marzo, ad esempio, torna l’Open Week. Promossa da Noi Distribuzione, un progetto avviato da Federdistribuzione con il sostegno delle imprese associate, è l’iniziativa dedicata a far conoscere proprio ai giovani le opportunità di lavoro e di crescita professionale offerte dalle imprese del retail moderno.
Per una settimana, le aziende del settore organizzano dunque eventi gratuiti dedicati al mondo del lavoro, aperti a tutti, sia in presenza - in diverse città d’Italia - sia online.
Workshop, testimonianze, career e recruiting day. Questa seconda edizione ripropone un calendario di attività delle aziende e opportunità di candidatura diretta con l’obiettivo di favorire occasioni di contatto con coloro che si affacciano per la prima volta al mondo del lavoro o che sono interessati a intraprendere una carriera professionale nel retail.
L’Open Week “conferma l’impegno delle imprese del retail moderno nel creare occasioni concrete di incontro con i giovani che si affacciano al mondo del lavoro. - dichiara Carlo Alberto Buttarelli, Presidente di Federdistribuzione - Il nostro è un settore dinamico, capace di offrire opportunità professionali diversificate e percorsi di crescita, sia nel comparto alimentare sia nel retail specializzato. In un contesto segnato da cambiamenti demografici, trasformazioni tecnologiche e cambiamenti sociali, la Distribuzione Moderna continua a investire nelle persone, nei territori e nell’innovazione, mantenendo una solida tenuta occupazionale anche in questa fase complessa. Con la Open Week vogliamo porre l’accento sul valore del lavoro e delle competenze nel nostro settore e far conoscere da vicino le tante opportunità di imprese che svolgono un servizio essenziale per milioni di persone e per l’economia del Paese”.


