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Economia

Corte dei conti, la riforma è diventata legge

di Donato Antonucci

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gen 02, 2026
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Nel resoconto stenografico della seduta del Senato del 16 dicembre, si annunciava che “sabato 27 dicembre, con inizio della seduta alle ore 11, sarà discusso il disegno di legge sulle funzioni della Corte dei conti e responsabilità amministrativa”, la cui teorica finalità sarebbe quella di rendere più efficiente l’attuale sistema.

Come da programma, dopo le maratone per la “Finanziaria” e ancora col panettone sullo stomaco, si è lavorato a ritmi serrati e nella serata di sabato 27 è stato approvato senza modifiche anche in Senato il cosiddetto “Ddl Foti” (A.C. 1621 – A.S. 1457), con un duplice risultato immediato.

Il primo è evitare una ennesima proroga dello “scudo erariale”, introdotto come misura emergenziale e temporanea dall’art.21, DL 76/2020 (Governo Conte 2), durante la pandemia per contrastare la “paura della firma”, ma poi reiterato dai successivi Governi sino al 31.12.2025.

Il secondo è tenere fede all’intento dichiarato da Palazzo Chigi in una nota ufficiale del 29.10.2025 in relazione alla bocciatura della delibera CIPESS sul Ponte sullo Stretto: “La riforma costituzionale della giustizia e la riforma della Corte dei Conti, entrambe in discussione al Senato e prossime all’approvazione, rappresentano la risposta più adeguata a una intollerabile invadenza, che non fermerà l’azione di Governo, sostenuta dal Parlamento”.

Dopo l’approvazione della riforma i risultati potranno essere i più disparati o, per alcuni, i più devastanti, in conseguenza delle modifiche direttamente introdotte in tema di responsabilità e controlli e di quelle deriveranno dai decreti che il Governo emanerà in attuazione delle deleghe conferitegli dalla legge. Tra questi, quelli concernenti la riorganizzazione funzionale e territoriale della Corte e delle Procure ed il rafforzamento dei poteri di indirizzo, coordinamento e controllo del Procuratore generale sulle procure territoriali, incluso il potere di avocazione.

Vi è il timore che il nuovo sistema possa rendere eccessivamente spregiudicati i soggetti che gestiscono la cosa pubblica (specie dopo la scomparsa dell’abuso d’ufficio) e ridurre fortemente i poteri dei Giudici contabili, specie in taluni ambiti di intervento, ritenuti confliggenti con l’azione di governo.

L’Associazione Nazionale dei magistrati contabili (AMCC) ha commentato la notizia della approvazione della legge ritenendola complessivamente, un vulnus ai principi costituzionali di economicità e buon andamento e definendola “una pagina buia per tutti i cittadini” ed “una scelta che segna un passo indietro nella tutela dei bilanci pubblici e inaugura una fase in cui il principio di responsabilità nella gestione del denaro dei cittadini risulta sensibilmente indebolito”.

Tra i punti salienti, vi è la modifica al concetto di colpa grave (art.1, L 20/1994). Questa viene definita come la “violazione manifesta delle norme di diritto applicabili, il travisamento del fatto, l’affermazione di un fatto la cui esistenza è incontrastabilmente esclusa dagli atti del procedimento o la negazione di un fatto la cui esistenza risulta incontrastabilmente dagli atti del procedimento”.

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