Concordato preventivo biennale 2026-2027: nuovo calendario, sconti agli inaffidabili e iperammortamento deducibile
di Simona Baseggio e Barbara Marini
La conversione in legge del DL n. 38/2026 segna un nuovo passaggio nel cantiere, ormai perennemente aperto, del concordato preventivo biennale. Le novità sono concentrate nel nuovo articolo 7-bis, introdotto in sede di emendamento, e si muovono lungo tre direttrici: la revisione del calendario per il biennio 2026-2027, l’introduzione di tetti agli incrementi della proposta per i contribuenti con punteggi ISA più bassi e, sul piano sostanziale, l’estensione al CPB della deducibilità dell’iperammortamento.
Sotto il profilo dei termini, lo slittamento è duplice. Il rilascio dei programmi informatici per il calcolo della proposta, originariamente previsto al 15 aprile, viene spostato al 15 maggio 2026, attraverso l’introduzione di un nuovo comma 5-ter all’articolo 9-bis del DL n. 50/2017. Il termine di adesione, parallelamente, viene differito al 31 ottobre 2026, ovvero all’ultimo giorno del decimo mese successivo alla chiusura del periodo d’imposta per i soggetti con esercizio non coincidente con l’anno solare. Si tratta, evidentemente, di una presa d’atto: il ritardo nella messa a disposizione degli strumenti di calcolo non poteva non riflettersi sulla finestra utile per la decisione, pena un’asfissia operativa che avrebbe penalizzato l’adesione.
L’intervento più significativo, però, si annida nelle nuove lettere c-bis) e c-ter) del comma 3-bis dell’articolo 9 del Dlgs n. 13/2024. Vengono qui introdotte due nuove soglie di incremento del reddito proposto, calibrate sui punteggi ISA del periodo d’imposta antecedente al biennio: il 30 per cento per i contribuenti con un livello di affidabilità pari o superiore a 6 ma inferiore a 8, e il 35 per cento per chi presenta un punteggio pari o superiore a 1 ma inferiore a 6. Soglie che si aggiungono a quelle, più contenute, già previste per i contribuenti con punteggi più elevati.


