Colpevole per l’uso dell’AI (ma nessuno se ne è accorto)
di Stefano Ricca
« Devo dirti una cosa. »
Me lo ha detto così, senza preamboli. Era passato allo studio nel tardo pomeriggio, un momento in cui di solito non passa nessuno. Aveva l’aria di chi sta per confessare qualcosa di non grave ma abbastanza scomodo da avere aspettato il momento giusto.
« Ho vinto un ricorso. »
« Bene. »
« No, aspetta. Voglio dire che l’ho vinto, ma…»
Si è fermato. Ha guardato il pavimento un secondo.
« L’ho predisposto con l’AI. »
Ha raccontato tutto con una precisione quasi eccessiva, come chi si è preparato la versione da dare. Il ricorso riguardava la qualificazione di certi flussi POS come ricavi, una questione tecnica, complessa, con due anni d’imposta contestati e una pretesa derivata sulle ritenute che cadeva se cadeva il punto principale. Aveva strutturato il contesto, definito le linee difensive, testato gli argomenti uno per uno, costruito l’architettura delle memorie. Tutto in dialogo con Claude.
« Quanto ci hai messo? »
« Meno di quanto avrei fatto da solo. Molto meno. »
« E com’è venuto? »
« Bene. Una pausa. Molto bene.»
Poi è arrivata la parte che lo aveva mandato in crisi.



