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Economia

Chi risarcisce il commercialista per il trauma dei suoi clienti?

di Stefano Niccolai

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Blast
mar 31, 2026
∙ A pagamento

Erano le 22:53 di un giovedì di marzo quando il telefono ha squillato. Non un cliente qualsiasi: l’imprenditore titolare di una piccola srl manifatturiera, sessantadue anni, terza generazione, che la mattina aveva ricevuto un avviso di accertamento dell’Agenzia delle Entrate per 180.000 euro. Voce rotta, numeri sparsi, il timore concreto di dover licenziare i quattro dipendenti che lavorano con lui da vent’anni. La telefonata è durata quarantadue minuti. Il commercialista ha ascoltato, rassicurato, spiegato le varie possibilità. Poi ha riagganciato, fissato lo schermo del pc, e non è riuscito a dormire.

Nessuno gliel’ha chiesto. Nessuno glielo paga.

Nell’immaginario di molti, lo studio del commercialista è un luogo ordinato in cui si compilano modelli, si verificano aliquote e si rispettano scadenze. Un posto pulito, amministrativo, privo di sangue. La realtà è un’altra: è il pronto soccorso non ufficiale del sistema economico italiano, aperto ventiquattro ore su ventiquattro, senza personale di supporto, senza protocollo di triage e soprattutto senza il kit per la gestione delle emergenze emotive.

Il dato tecnico è noto: un mese come marzo concentra mediamente trentasei scadenze fiscali distinte. Ma il carico quantitativo, per quanto brutale, non è il problema principale. Il problema è qualitativo, ed è diventato strutturale con l’entrata in vigore del Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza (D.Lgs. 14/2019, in vigore dal 15 luglio 2022 nella sua formulazione definitiva). Con quella norma, il legislatore ha compiuto un’operazione di elegante ingegneria sociale: ha trasformato il commercialista in “soggetto qualificato” tenuto a rilevare tempestivamente gli “adeguati assetti organizzativi, amministrativi e contabili” dell’impresa e a segnalare gli indizi di crisi. Ha attribuito, cioè, al professionista privato la funzione di sentinella anticipatrice del fallimento altrui — con tanto di responsabilità civile connessa, si intende — senza prevedere alcuno strumento di supporto per chi quella sentinella la fa. Non un protocollo, non una linea guida, non un fondo. Niente.

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