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Economia

C’è un treno che corre veloce da tempo ed un passeggero che ha sempre indugiato a salirci: è la volta buona per saltare a bordo dell’I.A? - Commento all’Atto di indirizzo del Mef

di Annalisa Cazzato

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Blast
mar 02, 2026
∙ A pagamento

L’utilizzo quotidiano, costante e ormai capillare dei dispositivi mobili ci mostra chiaramente come, con una puntualità quasi impeccabile, degna dei più precisi orologi svizzeri, arrivano regolarmente gli alert di aggiornamento dei nostri telefoni, con l’intento di accrescerne il livello di sicurezza, scandire il ritmo dell’evoluzione tecnologica o semplicemente consentire l’installazione di upgrade che rivestono un esclusivo interesse commerciale per il produttore; nella maggior parte dei casi, infatti, si tratta di consolidare funzionalità già in uso, con livelli di miglioramento spesso impercettibili, per talvolta rallentare il naturale processo di obsolescenza del dispositivo, e talaltra - più raramente – per consentire la fruizione di reali novità; sempre più spesso, però, gli aggiornamenti rispondono a strategie pubblicitarie e/o commerciali dell’imprenditore, con l’intento di incuriosire e ingolosire l’utente verso nuove funzionalità (non gratuite).

Così, più o meno, opera anche l’immancabile Atto di indirizzo per il conseguimento degli obiettivi di politica fiscale che, anno per anno, (rectius, biennio per biennio), nel quadro del più o meno mutato scenario nazionale ed internazionale di riferimento, dà fondamento all’azione di governo e a quella amministrativa, certifica il recepimento delle novità intervenute rispetto all’Atto precedente, attesta la tenuta complessiva del sistema e, non diversamente da ciò che fa il produttore quando mette in campo vere e proprie strategie commerciali, tenta di incuriosire ed ingolosire l’amministrato-lettore, secondo una logica spesso di auto-compiacimento.

Sia chiaro: il riconoscimento dei risultati raggiunti è doveroso e la continuità dell’azione è un valore, supportata dalla stabilità politica del periodo, che lo stesso Atto di indirizzo 2026-2028 richiama; del resto, la necessità di completare, negli anni, le varie riforme in essere (l’attuazione della delega fiscale, la gestione dei residui effetti delle riforme PNRR, il processo di professionalizzazione dei giudici tributari e il riordino dello stesso contenzioso fiscale) non lasciava presagire elementi di significativa novità.

Eppure, nonostante l’Atto 2026-2028 sia ampiamente reiterativo dei precedenti, scorrendo tra le pagine del documento, qualcosa sembra muoversi, in particolare sul fronte dell’intelligenza artificiale.

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