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Diritto

Bonus stabilizzazione: non basta trasformare il contratto

di Gabriele Silva

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Blast
lug 07, 2026
∙ A pagamento

Con la circolare n. 72 del 3 luglio, l’INPS ha finalmente fornito le prime istruzioni operative sul nuovo bonus stabilizzazione introdotto dal D.L. n. 62/2026. La misura è certamente interessante: un esonero del 100 per cento dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, nel limite di 500 euro mensili per ciascun lavoratore e per un massimo di ventiquattro mesi. È inevitabile che l’attenzione si concentri su questi numeri. Molto meno, invece, sulle numerose condizioni che devono essere rispettate affinché il beneficio possa essere effettivamente fruito.

L’incentivo riguarda esclusivamente le trasformazioni di contratti a tempo determinato in rapporti a tempo indeterminato effettuate tra il 1° agosto e il 31 dicembre 2026. Non tutte, però. Il contratto a termine deve essere stato stipulato entro il 30 aprile 2026 e avere una durata complessiva non superiore a dodici mesi. Inoltre, il lavoratore non deve aver compiuto trentacinque anni e, soprattutto, non deve essere mai stato occupato a tempo indeterminato nel corso dell’intera vita lavorativa.

Fin qui la disciplina potrebbe apparire lineare. La lettura della circolare, tuttavia, dimostra come il vero lavoro inizi proprio dopo aver verificato questi requisiti di base. Il bonus è infatti accompagnato da una serie di condizioni che impongono un’attenta attività di controllo da parte di imprese e consulenti, trasformando quella che sembrava una semplice agevolazione in una misura da valutare con estrema prudenza.

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