Nel nuovo film di Paolo Sorrentino “La Grazia” appare un robottino quadrupede che apre la scorta del Presidente della Repubblica per le vie di Roma.
Un automa molto simile si è aggirato per l’evento dello scorso 30 gennaio a Milano, organizzato dall’azienda italiana SIR Robotics - controllata dal gruppo asiatico Wolong, in collaborazione con la società cinese Agibot.
La presentazione si è aperta con un gruppo di ballerini robotici che hanno danzato a tempo di musica, dando vita a una coreografia corale degna dei migliori spettacoli dal vivo delle star internazionali del pop e del k-pop.
Le svolte che hanno portato ai robot umanoidi di oggi
L’iniziativa, probabilmente la prima nel suo genere nello Stivale, ha dato ufficialmente il via all’era dei robot umanoidi nel nostro Paese. Intanto, secondo la società di ricerca Research Nester, questo mercato globale ha superato i 2,7 miliardi di euro nel 2025 e, con un tasso annuo di espansione del 38%, si stima che arriverà a 70 miliardi entro il 2035 (+2.500%).
“La Robotica al fianco”, “Oltre i limiti”, “C’era una volta il futuro”, “Rivoluzione? No, convergenza”. Sono alcune delle parole chiave della mattinata, durante la quale Davide Passoni - CEO di Sir Robotics, che ha sede a Modena - ha sottolineato come il cambiamento sia “continuo e inevitabile”.
Si è partiti dalla “rivoluzione zero” degli anni ’70, con il primo robot elettrico programmabile per la saldatura; si è passati alla nascita dei grandi brand nel decennio successivo; si è arrivati ai “sistemi di visione” a fine anni ’90, quando i robot industriali hanno iniziato a interagire con l’ambiente circostante. Poi, quindici anni fa, è nata la robotica collaborativa.
Ora assistiamo alla quarta rivoluzione, “fantascientifica ma tangibile”: gli automi attuali hanno infatti un cervello dotato di intelligenza artificiale che regola azione e movimento, rendendoli “fisici”. “È come insegnare qualcosa a un bambino”, ha spiegato Passoni, evidenziando le “opportunità entusiasmanti di utilizzo” e gli “scenari nuovi”.



