“Algoritmo controllo - Imitation of consciousness”- Episodio 27
di Tommaso Landi
Il Vault
Deserto di Agafay, 20 settembre.
L’alba nel deserto era fredda e metallica; la sabbia sollevata dalle ruote mordeva la lamiera del fuoristrada.
Dellandito, appoggiato al finestrino del passeggero, fissava l’orizzonte che si tingeva di un grigio opalescente. Il suo stomaco brontolò: un lamento profondo, cavernoso.
«Non riesco a pensare», borbottò. «Uno stomaco vuoto è un crimine contro l’umanità. Ancora un’oretta e avrebbero aperto il buffet della colazione. Un appuntamento alle cinque è da psicopatici, Galante. Alle sei, dopo un cappuccino e una brioche, partire per questa missione sarebbe stato più umano.»
Al volante, Galante non distolse lo sguardo dalla pista sterrata.
Dai sedili posteriori, un fruscio di tela attirò la loro attenzione. Anna, con un sorriso sornione, estrasse dallo zaino un sacchetto di stoffa. «Ti conosco come le mie tasche. A stomaco vuoto sei insopportabile», disse, con lieve rimprovero.
Sciolse il laccio che chiudeva il sacchetto. Ne emerse una piccola dispensa: un vasetto di miele dorato, un pugno di frutta secca in un tovagliolo di carta, due arance polpose, un pompelmo dalla buccia lucida e tre succhi di frutta.
«Ho approfittato del buffet in hotel ieri sera», ammise, porgendogli il tesoro.
«Noci, mandorle, miele, arance e succhi per non disidratarci sotto il sole.»
Fece una pausa. «Ci serviranno.»
Dellandito afferrò un’arancia. Le sue dita strapparono via la buccia spessa, liberando un sentore d’agrumi che sovrastò l’odore di polvere e benzina. Un sospiro di sollievo gli sfuggì.




