Affrancamento delle riserve in sospensione d’imposta: proroga, chiarimenti e nuove valutazioni di convenienza
di Giacomo Monti
Con la legge di Bilancio 2026 (articolo 1, commi 44 e 45, legge 199/2025), è stata, di fatto, disposta una proroga al regime di affrancamento straordinario delle riserve in sospensione d’imposta, introdotto dal decreto-legge 192/2024, emanato in attuazione della legge delega sulla riforma fiscale.
La “nuova” disposizione consente di affrancare, mediante applicazione di un’imposta sostitutiva del 10 per cento, le riserve in sospensione risultanti nel bilancio dell’esercizio 2024 e ancora esistenti in quello successivo.
La riconferma del meccanismo di affrancamento si accompagna, sotto il profilo delle disposizioni attuative, alla piena applicabilità di quanto previsto dal decreto ministeriale del 27 giugno 2025, emanato dal Ministero dell’economia e delle finanze e corredato da una relazione illustrativa di particolare interesse.
Come già osservato da chi scrive in un precedente contributo pubblicato su Blast, l’articolo 14 del decreto-legge 192/2024 prevedeva la possibilità - e non l’obbligo - per il MEF di emanare le disposizioni attuative della norma. Una formulazione non priva di ambiguità, che lasciava aperti interrogativi rilevanti, soprattutto con riferimento alla base imponibile dell’imposta sostitutiva. Fortunatamente, nel giugno 2025, il Ministero ha esercitato tale facoltà, contribuendo a chiarire un quadro applicativo che, in assenza di indicazioni ufficiali, avrebbe potuto generare incertezze operative non trascurabili.



