7 GIORNI (IR)REGOLARI - Qui si fa l’Italia e si muore
di Stefano Ricca
Milano, maggio 2026. Francesco De Gregori presenta un progetto nato da venti concerti da duecento persone a sera in un piccolo teatro. Un film su Rai 3, un disco live, una nuova residenza teatrale. Scelta sua, non necessità. Poi dice qualcosa che viene contestato per giorni. Che prova imbarazzo per gli artisti che lanciano appelli. Che i proclami lo lasciano indifferente. Che non è un ruolo che sente suo.
Rumore.
La memoria corre al Palalido di Milano, 2 aprile 1976. De Gregori sta suonando il tour di Bufalo Bill. A fine concerto un gruppo di Autonomia Operaia entra nei camerini, uno ha una pistola, e lo riporta sul palco. Processo popolare. Gli chiedono quanto ha guadagnato quella sera. Gli dicono di lasciare l’incasso. Gli dicono che la rivoluzione viene prima della musica. Gli dicono di suicidarsi come Majakovskij. Lui ascolta, pallido. Smetterà di suonare per mesi.
Cinquant’anni dopo, cambia chi urla. La struttura è identica.
Stessa settimana, altra storia. Il 25 maggio Ferrari presenta la Luce al Quirinale. Prima Ferrari completamente elettrica. Hamilton e Leclerc svelano la macchina davanti a Mattarella. Cinque posti, quattro motori, 1.050 cavalli, 530 chilometri di autonomia, 550mila euro. Il giorno dopo il titolo in borsa perde l’8 per cento. Quattro miliardi bruciati in una mattina.



