Sono le due e mezza di notte a Montichiari, in provincia di Brescia, in un campo di mais bagnato dall’irrigazione. Un uomo scatta una foto col flash. La bestia che ha davanti apre la bocca e comincia a camminargli incontro, decisa. Lui si sente in pericolo, alza il badile, lo cala una volta. Il varano si infila di nuovo tra le pannocchie e sparisce.
La prima volta però nessuno ci aveva creduto del tutto. Settimane prima un collaboratore di origine indiana, addetto all’irrigazione, aveva raccontato al datore di lavoro di aver visto un animale mai visto in Italia. Lo aveva descritto così: uno snake con gambe. Il titolare gli aveva chiesto di fotografarlo, se fosse ricapitato. È ricapitato, e stavolta c’era la prova.
Da quella notte in poi non si va più a irrigare da soli. “Andiamo in due o tre, non ci fidiamo più” dice l’agricoltore che ha chiamato il 112. Da lì la macchina si mette in moto tutta insieme: ordinanza del sindaco, carabinieri forestali, un veterinario che pesa l’animale sulla carta, venti chili, tossine minime, senza averlo mai visto. Un drone con termocamera fotografa per giorni ogni essere vivente nei campi tranne quello che cerca. Cinghiali, caprioli, gatti, cani. Del varano, ancora, nemmeno l’ombra.
Restiamo nella mia zona, nel territorio che conosco. Undici anni fa, quaranta chilometri più a nord, la stessa storia con un’altra bestia: un camionista vede un felino nero alle Torbiere di Iseo, la Prefettura chiude la riserva, quaranta persone in campo, un elicottero sui trecentosessanta ettari. La pantera non la trova nessuno, e un anno dopo un giornale si chiede ancora dove sia finita. Era iniziata la leggenda.
C’è un vecchio film di Francesco Nuti, Tutta colpa del paradiso, dove un ricercatore insegue per anni uno stambecco bianco senza mai riuscire a vederlo. Alla fine, lo vede un altro, uno che non lo stava cercando, quasi per caso, mentre se ne va. Chi cerca troppo non trova mai niente. Chi non cerca, a volte, incontra.
Il varano non trovato non è un caso irrisolto. È l’unico finale che permette alla storia di restare viva.
Spero che a nessuno faccia mai del male, ovviamente. Ma spero anche, con la stessa sincerità, che nessuno lo trovi mai. Che resti nei campi come la pantera è rimasta nei boschi, come lo stambecco resta per chi non lo cerca. Certe cose non vanno spiegate. E non vanno nemmeno mostrate.


