7 GIORNI IR(REGOLARI) - Avete visto in giro la dignità?
di Stefano Ricca
Nel 1989 Bob Dylan manda qualcuno in giro per il mondo a cercare la dignità. Chiede ai poliziotti. Va alle nozze di Mary-Lou. Scende dove si nutrono gli avvoltoi. Alla fine qualcuno gli dice una cosa sola: la dignità non è mai stata fotografata.
Ieri i sindacati hanno scelto come slogan “lavoro dignitoso.”
Dylan aveva già risposto.
La parola viene dal latino dignus: meritevole, degno. Ma degno di cosa, secondo chi. In latino l’aggettivo non stava mai da solo: eri degno di qualcosa, rispetto a qualcosa, agli occhi di qualcuno. Non esisteva una dignità assoluta. Esisteva una dignità misurata da uno sguardo esterno. I romani con dignitas indicavano anche la carica, il grado, l’ufficio. Eri dignitoso perché occupavi un posto nella gerarchia, non perché eri umano.
La parola ha tenuto entrambe le strade fino a oggi. Da una parte la nobiltà morale intrinseca, quella che non si toglie a nessuno. Dall’altra la posizione, il riconoscimento, la soglia. E le due strade non portano nello stesso posto.
“Lavoro dignitoso” presuppone che il lavoro oggi non lo sia. Ma su quale piano? Economico? Sicurezza? Autonomia? Senso? Lo slogan apre la ferita senza nominarla. E questo non è un difetto della comunicazione sindacale: è la natura della parola. La dignità è soggettiva per struttura. Ognuno la misura con il suo metro. Il sindacato con i diritti. Il mercato con i numeri. Il lavoratore, forse, con qualcosa che non si scrive nei contratti.
La Cassa Nazionale dei Dottori Commercialisti quest’anno ha stanziato cinque milioni di euro per incentivare il tirocinio professionale. Il meccanismo: il dominus che accoglie un tirocinante riceve 500 euro al mese dalla Cassa, a condizione che la borsa di studio versata al tirocinante sia di almeno mille euro mensili. Sotto quella soglia il contributo non scatta. Mille euro lordi al mese: è il livello che la categoria stessa ha riconosciuto come minimo adeguato per chi studia una professione complessa, prepara un esame di stato, impara sul campo per diciotto mesi.
Il sindacato fissa un pavimento. La Cassa fissa un pavimento. Strumenti diversi, stesso gesto.
Il problema del pavimento è che diventa il soffitto. Quando fissi il minimo, quello diventa il riferimento. Non si sale. Si difende la soglia.
Nella canzone di Dylan non viene cercata una soglia, perché in fondo una soglia non esiste.
Dylan girava il mondo a cercare la dignità. Non chiedeva quanto guadagnava chi la cercava. Non era quello il punto. Se lo fosse stato presumo non ci avrebbe fatto nemmeno una canzone. Sapeva che quella parola rappresentava qualcosa di impalpabile. Ma quando si tratta di parole come queste la gente adora riempirsi la bocca.
Abbiate un dignitoso weekend.


