7 GIORNI (IR)REGOLARI - Anche la verità è una formula?
Stefano Ricca
È stata una settimana farcita di numeri. Parecchie note integrative alle spalle, le dichiarazioni davanti, e in mezzo — come capita a maggio — le elezioni amministrative con le loro percentuali di affluenza. A un certo punto ho avuto la sensazione fisica di un esercito che avanzava, inesorabile. I numeri erano ovunque, e non chiedevano il permesso di entrare. Ogni numero reclamava qualcosa.
Poi, in mezzo a tutto questo, è arrivato il Papa.
Leone XIV ha pubblicato la sua prima enciclica, Magnifica Humanitas, dedicata alla custodia della persona umana nel tempo dell’intelligenza artificiale. Scrive che la dignità umana rischia di essere oscurata da nuove forme di disumanizzazione, e che abbiamo il dovere urgente di restare profondamente umani. Ma per chi lavora con i numeri ogni giorno, per chi li costruisce, li certifica, li consegna, quelle parole atterrano in modo strano. Perché noi sappiamo una cosa che il Papa forse dà per scontata: il numero non è mai neutro.
L’intelligenza artificiale riduce tutto a numero. Non è una metafora. È letteralmente quello che fa: trasforma parole, immagini, concetti in sequenze numeriche, vettori, probabilità. La dignità non è calcolabile, e quindi per l’AI non esiste. Pitagora diceva che tutto è numero, che il mondo è struttura matematica. L’AI è il compimento di quel progetto. Il Papa dice fermati.



